Ogni persona è unica nel suo genere pertanto non è possibile stipulare una dieta e un allenamento uguale per tutti. Ogni fisico risponde in maniera diversa in base alla composizione corporea e allo stile di vita.
Alla luce di ciò possiamo quindi affermare che prima di iniziare un programma di allenamento si dovrebbe fare una valutazione corporea al fine di fornire informazioni sulla forma fisica e sullo stato nutrizionale del soggetto.
Queste informazioni ci vengono date con la Bioimpedenziometria, senza dubbio una delle metodiche più attendibili, sicure e non invasive per la valutazione della composizione corporea e della distribuzione dei fluidi corporei.
Come funziona la Bioimpedenziometria?

La Bioimpedenziometria si esegue mettendo due elettrodi sul dorso della mano e due elettrodi sul dorso del piede; gli elettrodi sono collegati, grazie a dei morsetti, allo strumento di misurazione. Quindi si immette una corrente elettrica alternata a bassissima intensità, al punto di essere impercettibile al paziente, e ad alta frequenza,
veicolata attraverso gli elettrodi. Questa corrente, viaggiando lungo tutto il corpo, incontrerà differenti resistenze in base alla diversa composizione dei tessuti corporei.
Il test misura la resistenza che il corpo ha al passaggio della corrente elettrica. Nel corpo umano, i tessuti non grassi contengono acqua ed elettroliti e quindi offrono una minore resistenza alla trasmissione della corrente elettrica: in particolare, l’acqua è un ottimo conduttore di corrente elettrica. Al contrario la massa grassa, così come le ossa, è una cattiva conduttrice di elettricità. La diversa composizione in massa magra e muscolare, massa grassa e acqua corporea può essere valutata misurando il tempo di conduzione elettrica dagli elettrodi della mano a quelli del piede.
La bioimpedenziometria potrà quindi dirci:
- acqua corporea totale, che in un soggetto in normopeso dovrà essere > 60%;
- acqua intracellulare, ovvero l’acqua contenuta all’interno delle cellule;
- acqua extracellulare, cioè tutti i fluidi che si trovano esterni alle cellule;
- peso e percentuale della massa magra, tra cui muscoli, ossa e minerali;
- peso e percentuale della massa grassa, che comprende sia il tessuto adiposo interno che esterno;
- peso e percentuale della massa extracellulare, formata da tessuti e fluidi esterni alle cellule;
- rapporto sodio/potassio, dove il rapporto ideale dovrebbe essere 1/1.
Quando viene utilizzata la bioimpedenziometria?
La bioimpedenziometria viene utilizzata in primo luogo dai dietologi o nutrizionisti prima di stipulare una dieta ipocalorica, in modo tale da poterla cucire perfettamente al paziente calcolando ogni minimo dettaglio.
Viene utilizzata anche prima di ogni percorso sportivo per capire quali tipi di esercizi sono più indicati per il fisico dell’atleta.
La bioimpedenziometria viene utilizzata anche in

altri ambiti come quello estetico o medico.
Le primo caso è molto utile nelle persone che soffrono di cellulite in quanto il BIA consente di definire lo stato di ritenzione idrica e di elaborare un programma personalizzato mirato a ridurre questo inestetismo.
Nel secondo caso invece è importante per la prevenzione dell’osteoporosi, perché conoscere nel dettaglio la composizione corporea permette di correggere lo stile di vita e l’alimentazione in modo da rallentare il processo di invecchiamento e mantenersi in buona salute il più possibile a lungo.




